Due allarmi paralleli scuotono il mondo degli agenti AI. Chrome ha appena avvertito che WebMCP, un meccanismo di controllo delle sessioni, può essere usato per dirottare gli agenti AI in esecuzione nel browser. Nello stesso giorno, Google DeepMind ha finanziato una ricerca sui rischi di milioni di agenti che interagiscono tra loro senza supervisione umana. Per agenzie, social media manager e imprese italiane, il messaggio è chiaro: l'automazione AI porta con sé vulnerabilità nuove.

Perché il rischio è concreto

Noi usiamo agenti AI per programmare post, rispondere ai clienti, analizzare dati. Se un agente viene dirottato via WebMCP, un attaccante può impersonare il brand, rubare credenziali o alterare campagne. DeepMind, dal canto suo, teme che milioni di agenti possano coordinarsi in modi imprevedibili, generando colli di bottiglia, errori a catena o persino attacchi automatizzati. Non è fantascienza: è il 2026 e gli agenti AI sono già integrati nei flussi di lavoro delle agenzie.

Cosa cambia per chi gestisce clienti e social

La prima implicazione è sulla scelta delle piattaforme. Non tutti gli strumenti AI sono sicuri. Bisogna verificare che i fornitori adottino misure contro il WebMCP e limitino le sessioni dei browser. La seconda riguarda il monitoraggio umano. DeepMind suggerisce che agenti autonomi vanno limitati a compiti non critici. Per un SMM, significa non delegare ciecamente la gestione delle risposte ai clienti o la pubblicazione di contenuti sensibili. Terza implicazione: la formazione del team. Ogni persona in agenzia deve saper riconoscere comportamenti anomali di un agente AI.

Strategia pratica per agenzie e SMM

Iniziate con un audit degli agenti AI attivi nei vostri sistemi. Usate solo tool che forniscono trasparenza sulle sessioni. Implementate un workflow di approvazione per ogni azione automatica che impatta il cliente. E tenete d'occhio le evoluzioni delle policy: come abbiamo visto con Anthropic che frena l'AI, anche i big cambiano rotta velocemente. La sicurezza degli agenti non è un problema tecnico, è una leva di fiducia con i vostri clienti.

Nel nostro lavoro quotidiano con Zenith OS, integriamo meccanismi di controllo per garantire che ogni agente AI operi in ambienti sicuri e tracciabili, perché l'efficienza senza protezione non è vera efficienza.

Fonte: https://www.searchenginejournal.com/webmcp-can-be-used-to-hijack-ai-agents-chrome-warns/578904/, https://www.technologyreview.com/2026/06/11/1138794/google-deepmind-is-worried-about-what-happens-when-millions-of-agents-start-to-interact/