Google ha appena introdotto tre cambiamenti significativi nelle sue piattaforme pubblicitarie. E StackAdapt ha riscritto il concetto di DSP con agenti AI. Per agenzie e brand italiani, significa rivedere strategie, trasparenza e misurazione.
Etichette AI per gli annunci, obbligo di trasparenza
Google ora richiede di dichiarare gli annunci generati o modificati dall'intelligenza artificiale. Le etichette AI appaiono sugli annunci nei formati display, video e search. Non si tratta di una scelta. È un requisito che si allinea alle normative globali sulla trasparenza. Per le agenzie, significa aggiornare i flussi di approvazione creativa e formare i team sulle policy. Chi ignora le etichette rischia sospensioni degli account. Trasparenza uguale fiducia, ma anche conformità legale. Abbiamo già visto come l'AI shopping esponga a rischi legali: le etichette sono un altro tassello.
Target CPA e ROAS separati, più controllo sulle offerte
Google Ads sembra aver separato le strategie di bidding Target CPA e Target ROAS nell'interfaccia. Prima erano raggruppate, ora ogni obiettivo ha visibilità distinta. Per gli advertiser, la scelta della strategia diventa più chiara e meno confusa. Le agenzie possono ottimizzare le campagne con maggiore precisione, decidendo se massimizzare conversioni a costo fisso o ritorno sulla spesa. Un passo avanti per chi gestisce budget complessi su più clienti.
Attribuzione vs incrementality, non basta il reporting tradizionale
Un terzo messaggio da Google e dal settore: le conversioni attribuite non equivalgono a crescita incrementale. Misurare l'incrementality è cruciale per capire se la pubblicità genera davvero nuovi acquisti. Le agenzie devono combinare modelli di attribuzione con test incrementali (esperimenti). Altrimenti si rischia di ottimizzare su dati che non riflettono il vero impatto delle campagne. StackAdapt spinge nella stessa direzione: i dashboard tradizionali muoiono, arrivano agenti AI che trasformano i workflow pubblicitari in risultati concreti.
AI Max test, automazione sì ma con giudizio
Un test recente su Google Ads AI Max mostra che gli asset generati automaticamente funzionano bene per ecommerce e B2C, ma in B2B il controllo umano resta superiore. Le agenzie devono trovare il giusto mix tra automazione e intervento strategico. Non tutto si può delegare all'AI, soprattutto in contesti complessi.
Cosa fare ora? Aggiornate i vostri processi. Verificate che le creatività rispettino le nuove etichette. Rivedete le strategie di bidding con la nuova interfaccia. Integrate test incrementali nei vostri report. E non dimenticate di valutare strumenti come StackAdapt per semplificare la gestione multi-piattaforma. Il mercato pubblicitario cambia rapidamente: chi si adatta per primo vince.
Fonte: https://searchengineland.com/google-rolls-out-ai-content-labels-across-its-advertising-platforms-483816, https://searchengineland.com/google-ads-appears-to-separate-target-cpa-and-target-roas-bidding-strategies-483786, https://searchengineland.com/attribution-vs-incrementality-both-483741, https://searchengineland.com/google-ads-ai-maxs-automated-ad-copy-test-483557, https://martech.org/stackadapt-re-thinks-dsps-for-the-post-dashboard-world/