Google ha finalmente chiarito un punto che teniamo d'occhio da mesi. Le query generate dall'AI Mode sono nascoste per impostazione predefinita in Search Console. Questo significa che le agenzie e i professionisti SEO stanno lavorando alla cieca, senza sapere quanto traffico arriva davvero da questa nuova modalità di ricerca.

Il problema dei dati nascosti

L'AI Mode di Google sta cambiando il modo in cui gli utenti trovano informazioni. Ma se non vediamo questi dati, come possiamo ottimizzare le strategie? La risposta è che non possiamo. Per fortuna, esistono metodi per estrarre queste informazioni preziose.

Quattro metodi per tracciare l'AI Mode

L'analisi comparativa ha rivelato quattro approcci diversi. Il primo è il filtro manuale delle query in Search Console, cercando pattern specifici. Il secondo utilizza le espressioni regolari per identificare le ricerche che attivano risposte AI. Il terzo metodo si basa su strumenti di terze parti che interpretano i dati in modo più intelligente. Il quarto, il più interessante, usa un tool basato su machine learning che classifica automaticamente il traffico AI Mode.

Ogni metodo ha i suoi pro e contro. Il filtro manuale è gratuito ma richiede tempo. Le regex sono potenti ma complesse. Gli strumenti di terze parti costano ma fanno risparmiare ore di lavoro. Il tool ML promette la massima precisione, ma richiede competenze tecniche specifiche.

Cosa cambia per le agenzie italiane

Per chi gestisce strategie SEO di clienti italiani, questo è un punto di svolta. Senza dati sull'AI Mode, non possiamo giustificare investimenti o dimostrare risultati. La trasparenza è fondamentale per costruire fiducia con i clienti, soprattutto in un momento in cui la scelta tra SEO e Ads è sempre più delicata.

Inoltre, capire come Google gestisce gli aggiornamenti spam è cruciale. John Mueller ha spiegato che gli aggiornamenti periodici servono a combattere nuove forme di spam che gli algoritmi esistenti non riescono a intercettare. Questo significa che le nostre strategie devono essere sempre agili e pronte ad adattarsi.

La raccomandazione è chiara. Iniziate a testare questi metodi di tracciamento. Il futuro della ricerca è qui, e chi non lo monitora resterà indietro.

Fonte: https://www.searchenginejournal.com/how-to-track-google-ai-mode-traffic-in-search-console/586194/, https://www.searchenginejournal.com/google-answers-why-spam-updates-need-to-happen/586382/, https://www.searchenginejournal.com/google-answers-why-search-updates-arent-announced-right-away/586370/