Due notizie da non ignorare per chi gestisce contenuti digitali. Google ha ribattezzato NotebookLM e questo rebrand potrebbe esporre i siti a uno scraping AI più aggressivo, senza attribuzione. Patreon, al contrario, ha smesso di chiedere gentilmente ai bot di non raschiare e ha attivato blocchi veri con Cloudflare. Per agenzie, social media manager e imprese italiane il messaggio è chiaro: se non agite ora, i contenuti dei vostri clienti finiscono negli algoritmi altrui senza ritorno.
Cosa cambia per visibilità e valore dei contenuti
Il nuovo NotebookLM di Google non è solo un cambio di nome. La piattaforma adesso attinge più liberamente dai contenuti web per alimentare le sue funzionalità AI, aumentando il rischio di scraping senza attribuzione. Se prima alcuni siti potevano contare su robots.txt per limitare l'accesso, oggi Google stesso rende più facile per i suoi bot ignorare quelle indicazioni. Per le agenzie che investono in contenuti originali per i clienti, questo significa una perdita di valore: i testi, le guide, le analisi vengono assorbiti senza portare traffico o riconoscimenti.
Dall'altra parte, Patreon ha capito che il semplice "please don't scrape" non basta. La piattaforma ora blocca attivamente i bot di AI training con Cloudflare, proteggendo i creatori. È un cambio di paradigma: si passa dalla fiducia alla difesa attiva. Per i brand italiani, questo modello è quello da adottare. Non basta più aggiornare il robots.txt. Serve una strategia di protezione a livello tecnico e legale.
Implicazioni concrete per agenzie e brand
Se lavorate con clienti nel content marketing o nell'e-commerce, dovete agire su tre fronti. Primo, monitorare i cambiamenti di Google e verificare se i siti dei clienti compaiono in NotebookLM senza link. Secondo, implementare misure di blocking attivo tramite Cloudflare o altri servizi, come fa Patreon, per fermare gli scraper più insistenti. Terzo, aggiornare i contratti per specificare chi possiede i dati generati dall'AI sui contenuti originali. Ricordatevi che anche Google AI Overviews ha iniziato a includere le Top Stories, ampliando la superficie di esposizione non attribuita. Noi di Zenith OS lo abbiamo analizzato in questo articolo.
Inoltre, i Meta Business Agents già in circolazione mostrano come l'AI aziendale stia diventando autonoma. Se non proteggete i dati dei clienti, finiscono come carburante per agenti concorrenti. Leggete la nostra analisi su Meta Business Agents.
Per approfondire, date un'occhiata all'articolo originale su Search Engine Journal e a quello su TechCrunch.
Fonte: https://www.searchenginejournal.com/google-notebooklm-rebrand-may-expose-your-site-to-more-ai-scraping/582775/, https://techcrunch.com/2026/07/17/patreon-stops-asking-ai-bots-not-to-scrape-and-starts-blocking-them/