LinkedIn ha annunciato che oltre un milione di utenti ha segnalato contenuti definiti “a basso contenuto e basso sforzo”, la cosiddetta AI slop. Il risultato è netto e misurabile: questi post hanno perso il 40% delle visualizzazioni complessive. La piattaforma ha introdotto un'opzione di segnalazione specifica e l'algoritmo ha iniziato a declassare sistematicamente i contenuti generati in serie.
Perché è una svolta per chi gestisce i social
Per agenzie e social media manager italiani, questa è la conferma definitiva che la quantità senza qualità non funziona più. Il pubblico è saturo di post generici, spesso prodotti con AI non curata. Il segnale di LinkedIn è chiaro: la fiducia dell'utente è la nuova valuta. Chi continua a pubblicare contenuti superficiali, anche se scritti da umani, vedrà crollare la propria reach. Il rischio di restare indietro è concreto, ma lo è anche l'opportunità per chi sa distinguersi.
L'implicazione operativa concreta
La strategia vincente richiede un approccio editoriale che unisca l'efficienza dell'AI alla supervisione umana. Non basta premere un pulsante e pubblicare. Serve un processo che trasformi l'output generativo in un punto di partenza, non in un prodotto finito. I contenuti devono avere una prospettiva autentica, dati originali o un punto di vista che un algoritmo non può inventare. Le aziende che investono in questa direzione vedranno il loro engagement crescere mentre il rumore di fondo viene penalizzato.
Questo cambiamento si collega a quanto già visto con il cross-posting su Instagram e Facebook, dove la personalizzazione dei contenuti per piattaforma è diventata cruciale. Allo stesso modo, il calo delle visualizzazioni su LinkedIn impone di ripensare le metriche da monitorare, spostando l'attenzione dalla quantità all'interazione qualitativa. La lezione è universale: l'AI è uno strumento potente, ma senza un tocco umano strategico, produce solo rumore. E il rumore, ora, ha un costo misurabile.
Fonte: https://www.socialmediatoday.com/news/linkedin-says-1m-people-have-reported-ai-slop/828465/, https://www.wired.com/story/silicon-valley-doesnt-get-why-you-hate-ai/