Microsoft Advertising ha annunciato che dal primo ottobre le nuove campagne non-portfolio non potranno più utilizzare la strategia di offerta Max CPC. La piattaforma spinge gli inserzionisti verso il bidding automatico e i performance target. Una mossa che segna la fine di un'era per chi gestiva le offerte manualmente.

Perché Microsoft elimina Max CPC

La rimozione non è un capriccio. Microsoft vuole semplificare la gestione delle campagne e spingere l'adozione di soluzioni basate sull'AI. Il bidding automatico promette maggiore efficienza e risultati migliori, ma richiede dati di conversione solidi. Senza un tracking corretto, qualsiasi strategia automatica fallisce. Un problema noto, come dimostrano gli errori di setup che spesso compromettono lo Smart Bidding.

Le campagne esistenti restano invariate

Le campagne attive con Max CPC continueranno a funzionare. Il cambiamento riguarda solo le nuove creazioni. Le agenzie hanno quindi tempo per testare le alternative e migrare gradualmente. Ma il messaggio è chiaro, il controllo manuale delle offerte sta scomparendo.

Cosa devono fare le agenzie ora

Il primo passo è verificare che il tracciamento delle conversioni sia impeccabile. Errori come duplicazioni, eventi mancanti o attribuzione sbagliata possono compromettere l'intero bidding automatico. In secondo luogo, è il momento di familiarizzare con le nuove opzioni di offerta. Microsoft offre target CPA, target ROAS e altri controlli che richiedono un approccio diverso alla gestione.

Per le agenzie italiane, la scadenza di ottobre è vicina. Chi non si adegua rischia di perdere competitività. La transizione verso l'automazione è irreversibile, come dimostra anche la crescente presenza dell'AI nei contenuti web. Chi si prepara ora, potrà sfruttare al meglio i nuovi strumenti.

Fonte: https://www.searchenginejournal.com/microsoft-ads-is-removing-max-cpc-from-new-campaigns/586527/, https://www.searchenginejournal.com/the-conversion-setup-errors-that-break-smart-bidding/584671/